Former des enseignants européens

Introduzione in italiano

Traduzione a cura di Daniela Giusto & Loredana Pavone, Catania

Questo libro è uno dei risultati del lavoro di collaborazione del gruppo di formatori delle dieci istituzioni coinvolte nel progetto Istepec. Esso non racconta la storia del progetto, ma vuole fornire degli strumenti ai colleghi formatori che desidererebbero introdurre un modello di studi europei nei programmi di formazione iniziale degli insegnanti. Esso può anche essere utilizzato dagli insegnanti stessi, che vi troveranno idee facilmente applicabili in classe.

Altri risultati, nelle diverse lingue del partenariato, sono disponibili su CD-Rom e sul sito:

http://www.istepec.eu

ISTEPEC significa : Intercultural Studies in Teacher Education to Promote European Citizenship (Studi interculturali nella formazione degli insegnanti per promuovere la cittadinanza europea). Vi sono tre fili conduttori strettamente correlati : la formazione degli insegnanti, la cittadinanza europea e gli studi interculturali. Questi tre elementi si combinano per creare la dinamica del programma.

La formazione degli insegnanti è il nostro mestiere e la nostra missione. È uno degli elementi cardine che configurano il futuro. Per riprendere le idee di Hannah Arendt sulla responsabilità degli adulti verso le giovani generazioni, gli insegnanti (in quanto rappresentanti di una delle fasi dell’età adulta) hanno la propria responsabilità in questo campo.

La cittadinanza europea ha dei risvolti legali, giuridici, economici e culturali. I testi giuridici che stabiliscono la cittadinanza europea esistono già e sono applicabili in tutti i paesi dell’Unione. Tuttavia, l’opinione pubblica e le pratiche quotidiane nei 27 paesi membri non sono all’altezza della legislazione. L’opinione pubblica è in ritardo... I cittadini europei non utilizzano il potere democratico che viene loro conferito dallo statuto di cittadini europei ; se prendiamo soltanto un esempio, soltanto il 47% vota nelle lezioni dei deputati al Parlamento europeo, che è, secondo la legge, eletto a suffragio universale. È chiaro che un’azione pedagogica è necessaria per ridurre il divario tra le istituzioni e gli abitanti ; è chiaro che gli educatori nel loro insieme, e gli insegnanti in particolare hanno un ruolo da svolgere....

Un altro motivo riguarda le dimensioni sociali, economiche e culturali della cittadinanza. Se i quasi 500 milioni di abitanti dell’Unione vogliono vivere insieme in armonia, occorre che si conoscano meglio; vivere insieme nella città « Europa », significa addomesticare la paura dell’ignoto; familiarizzare con le numerose lingue «straniere » e con le pratiche culturali non meno «strane ». Essi devono riflettere sulle questioni ecologiche e devono conoscere un minimo di fatti e di numeri a proposito dell’economia dell’Europa nel contesto mondiale, per cancellare le paure reciproche verso tutti quei lavoratori “avidi” che vengono a rubare lavoro.

Studi interculturali : per promuovere gli ideali di pace e solidarietà, i ragazzi devono imparare i comportamenti interculturali e gli insegnanti devono essere consapevoli che questa dimensione deve far parte dei loro metodi di insegnamento ... I futuri insegnanti non possono imparare le competenze interculturali ascoltando conferenze o leggendo libri (anche se ciò può anche aiutare), ma hanno bisogno di metterle in pratica, durante il loro percorso di formazione iniziale ; ecco perché il programma Istepec è basato sul principio della mobilità, che riunisce i futuri insegnanti dei nove paesi partecipanti affinché essi lavorino insieme nei moduli Istepec.

Questo libro è composto di tre grandi parti :

• Prima parte, Domande e sfide, riunisce gli articoli che trattano i temi centrali riguardanti l’educazione alla cittadinanza, la cittadinanza europea e gli approcci interculturali .

o Scuola, educazione e società

o Identità europea

o Insegnare la cittadinanza

• La seconda parte, Corso per l’educazione alla cittadinanza europea, presenta una selezione di attività pratiche da realizzare nella formazione degli insegnanti e le loro ricadute in classe. La prima sezione descrive brevemente i principi che sono alla base dell’ideazione dei moduli. Nelle sezioni successive, le schede delle attività sono classificate in tre grandi categorie.

o L’Europa e la diversità

o L’Europa e il mondo d’oggi

o L’Europa e la cittadinanza

La terza parte, Esperienze e riflessioni, fornisce un panorama sulle esperienze vissute nelle diverse istituzioni. La prima sezione è piuttosto una descrizione dei moduli così come si sono svolti, mentre la seconda apporta una riflessione sul programma, secondo vari punti di vista.

o Esperienze in vari contesti culturali

o Riflessioni sulle pratiche interculturali

La conclusione elabora alcune raccomandazioni e la speranza di un futuro migliore...

Dal punto di vista del gruppo di coordinatori, la realizzazione del progetto è stata una formidabile opportunità per sviluppare nel corso degli anni una cultura del lavoro comune, attraverso le nostre reciproche esperienze... È stato un laboratorio multiculturale che ha facilitato, in campo professionale, l’emergenza di ciò che Michel Serres (1991) chiama il ‘métissage’.

Partire. Uscire. Lasciarsi un giorno sedurre. Diventare tanti, sfidare l’esterno, cambiare direzione altrove. Ecco le prime tre stranezze, le tre varietà dell’alterità, i primi tre modi di esporsi. Poiché non vi è apprendimento senza esposizione, spesso pericolosa, all’altro. ”

Terminerò questa introduzione con dei versi di Robert Frost (1923):

“[...] Prima di costruire un muro, vorrei sapere Ciò che rinchiudo dentro o ciò che lascio fuori, E a chi potrei arrecare offesa [...]”

Bibliografia

Arendt, H. (1972) La crise de l’éducation, in La crise de la culture, Paris, Gallimard, coll. Folio, n° 113

Frost, Robert (1923) The Poetry of Robert Frost, New York, Edward Connery Lathem

Serres, Michel (1991) Le Tiers Instruit, Paris, Edition François Bourin

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